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15 aprile 1928 - 15 aprile 2018 - 90° ANNIVERSARIO del SOLENNE INGRESSO a TRIVENTO di S. E. Rev. Mgr. ATTILIO ADINOLFI

15 aprile 2018

 

Mgr. ATTILIO ADINOLFI nacque in Albano Laziale l'11 novembre 1885 da Pietro e da Giuditta Marianecci.

Cresciuto ed educato con ogni cura dai suoi genitori religiosissimi, si sentì chiamato, fin dai primi anni della sua infanzia, alla carriera ecclesiastica.

Entrò nel patrio Seminario ove si distinse per vivace ingegno e per condotta esemplare; compiutovi lodevolmente il corso ginnasiale passò al Collegio Leoniano di Anagni, dove, uscitone insignito delle lauree di Filosofia e Teologia, il 31 luglio 1908 ricevette la sacerdotale ordinazione.

Consapevole della grande dignità di cui era stato rivestito e ripieno il cuore di ardente desiderio di lavorare con maggior profitto per il bene della Chiesa, volle, nonostante gli impegni canonicali e le fatiche del ministero, continuare i suoi diletti studi. A tale scopo ogni giorno, per tre anni, si recò da Albano a Roma e all'Ateneo di S. Apollinare, nel 1911, conseguì la laurea in Diritto Canonico e Civile. Nel febbraio del 1915 fu nominato Avvocato della S. Romana Rota e nell'agosto del medesimo anno Arciprete-Parroco della Cattedrale di Albano.

Della sua bontà rendono luminosa testimonianza le molteplici opere di carità da lui compiute in tempo specialmente di epidemie e di altre calamità, come quella dell'ultima guerra, quando a sollievo del popolo furono costituiti opportuni Comitati di assistenza, di cui Egli fu sempre il centro propulsore. Fu Lui uno dei fondatori in Albano della Cassa Operaia e Cooperativa Cattolica. In una parola fu il consigliere dei dubbiosi, il consolatore degli afflitti, il vero padre dei poveri. Circa il suo zelo, che gli faceva amare di gran cuore il decoro della Casa di Dio, basti dire che Egli nel 1913 in qualità di Segretario, e nel 1923 come Presidente, volle e seppe essere l'anima del Comitato per i restauri compiuti già della storica Basilica Costantiniana, ornamento e vanto di Albano.

 Tanta ricchezza di virtù e di pregi morali e intellettuali fece posare su Mgr. Adinolfi lo sguardo del Supremo Monarca, che lo nominò prima suo Prelato Domestico, e ora Vescovo della Diocesi di Trivento. Veniva consacrato il giorno 11 marzo 1928 nella Basilica Costantiniana di Albano, tra la immensa calca dei suoi filiani e ammiratori festanti e giulivi, per le mani del suo E.mo Vescovo Card. Granito di belmonte, assistito dalla LL. EE. Mgr. Luigi Scarano Vescovo di Tivoli, gloria e vanto di Trivento, e Mgr. Baccarini Vescovo di Terracina.

Intervenne alla solenne cerimonia della Consacrazione una larga rappresentanza capitolare e diocesana di Trivento: Mgr. Francesco Vasile, quale Delegato Vescovile e Arcidiacono della Cattedrale; Mgr. Palmerino Mastroiacovo, Arciprete Parroco della Cattedrale; Can. Prof. Giuseppe Sansonetti, vice Rettore del Seminario di Trivento; Arcipr. Lorenzo Paolantonio, Vic. Foraneo di Agnone; Arcipr. Nicola Colangelo, Vic. Foraneo di Schiavi d'Abruzzo; Arcipr. Giuseppe Frabotta di Rionero Sannitico; Prof. Andrea Iannicelli, Parroco di S. Antonio Abate in Agnone; Can.co Domenico Sagna di Casteldisangro; Cav. Pasquale Marinelli, rappresentante del Podestà di Agnone.

 

SOLENNE INGRESSO A TRIVENTO

Giusta l'annunzio dato alla Diocesi da Mgr. Delegato Vescovile con circolare del 25 marzo 928, S.E. Rev. Mgr. Vescovo Attilio Adinolfi, faceva il suo primo solenne ingresso in Diocesi il 15 aprile 928, domenica in Albis.

Per la circostanza il Sig. Podestà De Lellis e il Presidente della Giunta diocesana Prof. Avv. Luigi Fagnani, avevano fatto affiggere dei manifesti a stampa, inneggianti alle virtù del nuovo Presule. La Cittadinanza presentava un aspetto veramente imponente: dalle finestre e dai balconi sventolavano bandiere tricolori e i drappi più belli e ricchi pendevano in segno di festa, mentre fin dalle prime ore del mattino una calca di popolo si è riversata per le vie in attesa dell'arrivo del Vescovo. In piazza Fontana erano tutte riunite le autorità politiche, civili, militari e scolastiche e le associazioni locali. Onorarono di loro presenza la cerimonia anche il Comm. Cesari, Vice-Prefetto della Provincia di Campobasso, il Sig. Questore Ena, il Capitano dei RR. CC. Cav. Lazzari, il Cav. Sardella come Delegato del Segretario Federale. Si notava anche una larga rappresentanza del Clero Diocesano, tra cui: il Parroco Catullo di Casteldisangro; il Teol. Marinelli Parroco di S. Emidio in Agnone; l'Arcipr. Frabotta di Rionero Sannitico; l'Arcipr. Tosti di Salcito; l'Arcipr. De Simone di Pietracupa; l'Arcipr. Colicchio di Roccavivara; e l'Arcipr. Lucente di Castelguidone.

Mentre tutti erano ad attendere in Piazza Fontana ecco che arriva una vettura automobile la quale porta il fratello di Mgr. Vescovo, il simpatico Fratel Nicola Direttore del Convitto La Salle di Benevento, Mgr. Di Rienzo Antonio, Ing. Satriano, fratel Onorato, Avv. Lepore e il seminarista Di Rienzo.

Alle 11 precise giunge l'automobile di Mgr. Adinolfi. Egli è accompagnato dal suo seguito di Albano, cioè da D. Lorenzo Sordini, dal can. D. Pio Costanzi, dal P. Ottavio dei Giuseppini, dal P. Angelo dei Missionari figli del Cuore di Maria e dal Sig. Angelo D'Andrea suo cognato, dalla sorella Agatina e da altri amici di cui ci sfugge il nome. In altra automobile si trovava la rappresentanza del Capitolo e della Cittadinanza che era andata incontro al Vescovo fino ad Isernia: cioè il Can. Saulino Rettore del Seminario, il can. Teol. De Simone Ennio, il Dott. Roberti, l'Ing. Scarano, il Prof. Avv. Fagnani, il Prof. Eldo Di Lazzaro.

Appena dopo la presentazione, il Podestà ha rivolto un bellissimo saluto a S.E. Mgr. Vescovo, il quale montato sul tradizionale cavallo bianco, benedicendo il popolo e sempre sorridente attraversa la lunga scalinata, prima vestito di cappa magna, galero verde, e poi di piviale e mitra, finchè giunge alla Cattedrale. Quivi si entra, mentre la schola cantorum del seminario diretta dal Prof. Saulino esegue l'Ecce Sacerdos.

Indi si procede alla cerimonia del possesso canonico, con la lettura delle Bolle Pontificie e il canto solenne del Tedeum. Segue immediatamente la messa con musica del Perosi celebrata dalla 1^ Dignità del Capitolo Mgr. Vasile, il quale dopo l'Evangelo rivolge al novello Pastore il saluto e l'omaggio a nome del Clero della Cattedrale e Diocesano e del popolo tutto. Mgr. Adinolfi risponde a questo saluto con un discorso profondo di concetti e pieno di affetto e di amore per i suoi nuovi figli. In questa sua prima orazione Mgr. Vescovo ha colto l'occasione per accennare anche all'esecrando recente delitto di Milano, che tante vittime innocenti ha abbattute in un solo istante ed ha pronunziate parole di viva ammirazione per il nostro amato Sovrano e per il Governo nazionale che regge le sorti d'Italia. A fine della Messa solenne ha impartita la benedizione papale.

Alle 13 nel palazzo Vescovile ha avuto luogo un sontuoso banchetto di circa 50 coperti, offerto dal R.mo Capitolo della Cattedrale e durante il pranzo è regnata sempre la massima cordialità.

 

 

dal Bollettino Uff. della Diocesi di Trivento, Anno IV, n.2

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