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Prof. Avv. Luigi - Francesco Giuseppe Pasquale Fagnani

(Trivento (CB) 29/03/1893 - Bisceglie (BT) 16/06/1947)

Padre: Beniamino
Madre: Clorinda
Coniuge Emma Ester
Numero figli: 3
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La sera del 30 ottobre 1957 scorso le spoglie del notaio dott. Luigi Fagnani, dopo dieci anni dal
trapasso, sono state restituite, per volere dei suoi cari, alla terra natia. Dette spoglie sono venute da
Bisceglie, dove dieci anni orsono l'avvocato notaio Fagnani moriva nella ancora giovane età di
cinquantaquattro anni . Le onoranze rese da Trivento a questo suo figlio illustre sono state per davvero grandiose. Cresciuto alla scuola di maestri sapienti presso il nostro Seminario Vescovile, si era formato una non comune cultura nel campo delle umane lettere e nelle scienze, ricalcando nobilmente le orme del suo genitore prof. Beniamino. Giovanissimo si era addottorato in legge e filosofia, e quasi a quaranta anni aveva superato brillantemente il concorso come notaio. Il seminario vescovile lo ebbe a sua volta professore di lettere nel ginnasio superiore; il nostro antico foro lo ha avuto valente avvocato dalla parola smagliante e fiorita. Educato con una salda formazione religiosa, si intende come giovanissimo, affacciatosi alla vita politica, non poteva che iscriversi al Partito Popolare fin dalla sua fondazione nel 1919, e proprio qui, in Trivento, egli creò nell'immediato dopoguerra 1915-18, una fiorente sezione, che, nell'anno 1922 dava la scalata all'amministrazione del nostro comune. Curò non solo la sana politica, ma anche l 'Azione Cattolica e noi lo vedemmo primo presidente di giunta diocesana dell' A.C., e primo presidente dei giovani e degli uomini cattolici, oltre che organizzatore e presidente di un dinamico circolo per la gioventù triventina vivificato da una magnifica filodrammatica che costituiva vera palestra di formazione e di cultura per tutta la gioventù artigiana di quegli anni lontani da noi. Quando nel 1923 la riforma delle circoscrizioni giudiziarie portò per un mal ordine di cose alla soppressione della nostra antica pretura, Luigi Fagnani, molto legato al foro, che aveva conosciuto le sue ansie giovanili ed i suoi primi trionfi, ne ebbe, come ogni triventino, un gran dolore e, da quell'epoca fece parte attivissima di un comitato cittadino per il ripristino della Pretura. Durò ben dieci anni il difficile lavoro di questo comitato; si subirono anche mortificazioni inaudite, ma l'avvocato Fagnani ebbe sempre fede nella buona causa di Trivento, nel trionfo della giustizia e della ragione, e nel 1933 ebbe la grande gioia di vedere ripristinata la propria Pretura, gioia alquanto offuscata per la soppressione della vicina pretura di Montefalcone del Sannio, che subiva così la stessa pena sofferta da Trivento.
Questi nostri comuni sono molto attaccati e giustamente, alle loro antiche istituzioni. Anche il
monumento ai gloriosi caduti triventini della guerra 1915-18 ebbe nell'avvocato Fagnaui un valido
zelatore. I vari manifesti e i diversi appelli ai nostri emigrati nelle Americhe per interessarli al
monumento ricordo, uscirono sempre dalla sua penna forbita ed instancabile. Di lui è la bella
epigrafe che spicca sulla fontana del nostro civico acquedotto, che costituì una vera conquista per
Trivento nel lontano 1930, epigrafe che sta a dimostrare quanto entusiasmo e quanta attiva parte
egli ebbe nella risoluzione di quel vitale problema cittadino. A lui si deve pure l'altra bellissima
epigrafe dettata per il monumento al Sacro Cuore, che sorge sullo spiazzale del Piano e che ricorda
le gesta di Abissinia del 1936 e di gloriosi caduti non solo di Trivento, ma della diocesi intera. Nel 1938 lasciò Trivento per Bisceglie. Aveva vinto un concorso di notaio per quella città assai più importante e popolosa del suo paese natio. A Bisceglie portò i tesori del suo ingegno, la vasta cultura, la larga esperienza professionale, per cui ben presto fu notato ed apprezzato. La guerra l'ultima tragica guerra, lo tenne in continuo orgasmo fino alla fine. Terminato il conflitto, nel generale sforzo della ricostruzione nazionale, egli tornò a piegare le vele della sua nave per una migliore ripresa della vita e per un avvenire migliore dei suoi diletti figli. Si iscrive alla Democrazia Cristiana e se ne fa fervente organizzatore e sostenitore, approvando in pieno il suo programma e la sua dottrina sociale per il miglioramento del mondo del lavoro e per il sollievo delle classi più povere e diseredate. Ma la feconda vita è all'epilogo. Logorato dal lavoro e dalle molteplici attività, che costituivano una seconda natura in lui, a solo cinquantaquattro anni ci lasciò. Egli però non aveva mai perduto di vista la giusta strada del l'uomo: quella più vivida e piena di luce, quella di cieli più chiari con aurore intramontabili.
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Trivento, 5 novembre 1957
Dott. Silvio Colaneri

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