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M.º Eldo Di Lazzaro

(Trapani 21/02/1902 - Milano 29/11/1968)

Padre: Gaetano
Madre: Adelaide
Coniuge Fulvia
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Nacque a Trapani il 21 febbraio 1902 da Gaetano e da Adelaide Doglio, perché il padre, essendo dell'esercito, era soggetto a continui trasferimenti anche non desiderati. Tuttavia il ragazzo trascorse la sua infanzia a Trivento nella
casa paterna di via Torretta e proprio a Trivento frequentò da convittore nel locale seminario le classi ginnasiali. Dal padre, appassionato di musica, apprese a suonare il pianoforte ed è proprio da questo che sorse in lui la passione per
la musica. Sebbene giovanissimo si recò a Napoli per introdursi nel mondo della musica leggera e qui incontrò Ernesto Tagliaferro il quale lo presentò all'impresario di un piccolo teatro dove Di Lazzaro poté incominciare la sua attività come pianista e compositore. Sono proprio di questo periodo le canzoni in dialetto napoletano come: "Canta. Santa Lucia" (1921), "Acqua Mmocca" (1921), "Vase Perdute" (1922), "Napulitane" (1931) e "Canzuncella doce, doce" che non ebbero successo. Dopo l'esperienza napoletana Di Lazzaro ritornò in Abruzzo e completò lo studio di pianoforte, iniziando però a comporre musica per spettacoli di riviste, colonne sonore e un gran numero di canzoni popolari.
Nel 1932 si recò a Milano dove conobbe C.A.Bixio, che pubblicò "Campane"su testo di B.Cherubini, canzone che gli diede la notorietà. A partire da questo momento il compositore apri uno studio a Milano che divenne un vivace punto d'incontro dei più noti autori di canzoni di musica leggera come Bixio, V. Mascheroni , G.D'Anzi, Olivieri. Le canzoni composte in questi anni, tutte pubblicate a Milano, ebbero enorme successo e furono interpretate da celebri cantanti. Nel 1934 sposò Fulvia Donati che faceva parte della compagnia "Poker d'assi" dei fratelli De Rege. Nell'anno successivo compose "Chitarra romana" che fece il giro di tutto il mondo e fu inserita anche in alcuni film, quali: "Nella città inferno" e "Ragazzo di borgata". Fra gli anni 1935 e 1940 seguirono motivi legati a ritmi e temi in voga in quegli anni; erano canzoni di evasione, che piacevano al pubblico.
Il tema preferito del compositore era la campagna ma non mancarono canzoni di diversa ispirazione. Nel 1937 e 1938 scrisse due delle sue più note canzoni: "La Romanina" e "Reginella campagnola" nota pure come "Reginella".
Sempre del 1938 sono le canzoni: " La signorina della quinta strada" e "Sbarazzina". Seguirono nel 1939 : "Pastorella abruzzese", "La zia smemorata" e "La piccinina". Sempre di ispirazione campagnola nacque nel 1941 "Rosabella del Molise" cosi come vennero fuori "Piccola Santa" e l'anno prima Valzer della fortuna". Si ricordano altre canzoni come "Il Valzer del buon umore", "La Canzone dell'usignolo", "Il pianino di Napoli", "Na vota ca' sci ... na vota ca no", "Il Valzer della signorinella", "La mogliera".
Nel gennaio del 1953 Di Lazzaro partecipò alla terza edizione del Festival di Sanremo presentando una canzone, "Lu Passariello", che entrò fra le finaliste e diventò un successo internazionale. Nel 1956 e nel 1959, e sempre al Festival di Sanremo, presentò rispettivamente "Ti porto nel mio cuore" e "Ti chiamerò Marina" e nel 1962 una canzone scritta in collaborazione con B.Cherubini sempre a Sanremo, non ebbe successo.
Compositore particolarmente prolifico il Di Lazzaro fu considerato uno dei rappresentanti più genuini della canzone all'italiana fiorita tra 1935 e il 1950. Nella sua quasi trentennale carriera scrisse oltre duecento canzoni riportando successi straordinari.
Mori a Milano il 29 novembre 1968.
Nel trentennale della sua morte il dottor Beniamino Fagnani, magistrato in pensione, cosi lo ricordava:
"Io sono di un piccolo paese del Molise che si chiama Trivento; era questa la risposta che Eldo Di Lazzaro, nelle varie interviste concesse alla radio e alla stampa, dava costantemente a chi gli chiedeva dove fosse nato. Non diceva il vero perché, in verità era nato a Trapani ma egli sentiva Trivento come suo paese. E' questa sua "triventinità" a dar ragione della ispirazione popolare e quasi folcroristica della sua musica. "Reginella campagnola" e "Rosabella del Molise" hanno, infatti, sicura ed esclusiva cittadinanza in Trivento come in
ciascuno dei tanti paesini della nostra regione... Oggi, al pensiero che son già trascorsi trent'anni dalla sua morte, queste cose rivivono una nuova lieve trepida emozione, anche perché io sono certo che egli se ne sia andato serbando ancora nel cuore quel suo sogno a lungo accarezzato, di un improbabile e, ahimè, irrealizzato recupero del suo paese e delle sue radici."


-scheda tratta dal volume del Prof. Tullio Farina “Trivento, Scritti Storici e Personaggi Memorabili” 

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